giovedì 31 agosto 2017

"VOGLIO" LA PACE



Sei tornato dalle ferie e già desideri ripartire. Dovunque ti giri c’è chi alza la voce, chi discute per un nonnulla e già senti la pesantezza della vita lavorativa che vuole riappropriarsi del tuo tempo. Magari è accaduto anche durante la vacanza, ma lì bastava alzare gli occhi al cielo, buttarsi in acqua o camminare in montagna per guardare altrove e non sentirne il peso.
Cosa porta le persone a litigare continuamente o a provocare per litigare? Cosa ci sta accadendo?
Desideriamo la pace, la invochiamo, manifestiamo per lei, ma tutto ci parla di aggressività, violenza, prevaricazione.
Cosa posso fare io in tutto questo?
La saggezza antica dell’uomo ha sempre indicato un’unica strada: conosci te stesso e scegli il significato che vuoi dare alla tua vita.
Non abbiamo potere sull’altro e non possiamo averne anche se ci piacerebbe tanto. Non abbiamo potere sulle decisioni dei potenti della terra o sulle catastrofi naturali e ci sentiamo impotenti. Quindi?
La saggezza degli avi in tutte le culture ha sempre pensato ad insegnare ai bambini o ai giovani che la vita è un’avventura in cui si incontrano mille ostacoli e mille difficoltà, ma le vere risorse sono dentro di te: gli ostacoli ti rendono forti, i nemici allenano la scaltrezza e le gioie ricaricano di energia positiva ed entusiasmo, ecc.
Il conflitto ha la sua funzione, è dentro di me che va accolto e compreso. 
Che accade se un adolescente non fronteggia e non discute con forza contro il proprio genitore? Non saprà mai chi è! 

Quanto sarebbe bello se invece di puntare il dito e dire:
- “Tu hai fatto questo a me? Adesso me la paghi!!!” - noi fossimo capaci di guardare chi ci ha provocato e comprendere che se parlo la stessa lingua non faccio che alzare il livello emotivo e alimento dolore e incomprensione per me e per l’altro.
Facile dirlo, ma come si fa?
C’è la famosa storia cherokee dei due lupi che si trova facilmente su internet che rende molto bene l’idea di ciò che voglio dire. 
Per dare inizio a questo blog scelgo, in alternativa, la voce di un grande maestro spirituale a cui voglio rendere omaggio: il fondatore della psicosintesi, Roberto Assagioli.
Ci ha offerto una perla da meditare e fare nostra come pillola quotidiana per crescere umanamente e spiritualmente: 
Ho un corpo, ma non sono il mio corpo;
ho delle emozioni, ma non sono le mie emozioni;
ho una mente, ma non sono la mia mente.
Allora io che cosa sono?
Che cosa rimane quando mi sono disidentificato dal mio corpo, dalle sensazioni, dai sentimenti, dai desideri, dalla mente e dalle azioni?
L’essenza di me stesso, un centro di pura consapevolezza, di pura autocoscienza.
Il fattore permanente nel flusso mutevole della mia vita persona.
Allora posso dire: Io sono.
Io affermo la mia identità con questo centro e ne riconosco la permanenza e l’energia.
Posso cogliere l’aspetto dinamico di questa energia, un’altra esperienza emerge:
Io sono un centro di volontà.
Riconosco che da questo centro di vera identità posso imparare ad osservare, dirigere ed armonizzare tutti i processi psichici ed il corpo fisico.
Voglio raggiungere una coscienza permanente di questo fatto, in mezzo alla mera vita di tutti i giorni ed usarla per aiutarmi a dare alla mia vita un significato e un senso di direzione crescenti.

Conoscere se stesso e avere potere sulla mia vita è una questione di esercizio e di volontà.
VUOI davvero la pace? Buon cammino!

Nessun commento:

Posta un commento

Riscrivi la tua Fiaba

“C’era una volta…un topolino…” così iniziava mio nonno le sue narrazioni. Non amava leggere fiabe già scritte, le doveva inventare....